Quasi tutte le signore, sfollando, sono già uscite nell'angusta e tetra via di San Paolo, avvivandola, per un istante, di voci e di risa, rischiarandola, rallegrandola, colla gaiezza delle vesti, coi fiori vivaci dei cappellini... ma, ancora, nè donna Fanny, nè la signorina Emma non si vedono spuntare... e nemmeno il Verdi che le accompagna.
Nino. Che diavolo fanno lassù?
Guido. Andiamo a vedere.
I due giovani rientrano, attraversano la portineria, cacciano la testa nel vano dello scalone, guardano in su:
— Eccole!
Sono in alto, sul primo pianerottolo. Si ode la vocetta allegra e il riso metallico di donna Fanny che fa, colle solite moine, congratulazioni e complimenti al conferenziere, presentato loro dal nobile Barbarani, il piccolo e rumoroso presidente del Circolo artistico-letterario.
Nino Sebastiani e Guido Bardi (si guardano: si fissano: ognuno dei due, fuori un palmo di muso: la sigaretta si rizza fra le labbra e non fuma più).
Nino (colla voce grossa per un'indigestione di gelosia) Io le pianto e me ne vado.
Guido (furente, ma sempre diplomatico) No.
Tutti e due si vendicano, borbottando, scagliando invettive contro il nobile Barbarani: che c'entra lui a fare il presidente di un Circolo artistico-letterario? Se come artista non ha mai dipinto... altro che i suoi baffi? Se come letterato non ha mai scritto... altro che al suo fattore? Se come mecenate non ha mai comperato altro che oleografie? Ma, appunto per questo, i letterati non volevano un artista; gli «artisti» non volevano un letterato, e allora, per non offender nessuno, hanno fatto presidente... un asino pieno di belle maniere, che non sa far altro che presentar la gente... che non si vuol conoscere!