Giordano Mari (continuando)... È la buona città borghese, rivoluzionaria soltanto in politica: e, ciò che sembra una contraddizione e non lo è, rivoluzionaria per la propria conservazione. Ma in arte? I suoi artisti non fanno che copiare la natura. In letteratura? I suoi scrittori non fanno che copiare... l'articolo di moda. Il suo teatro? Niente Wagner! Niente Ibsen. I milanesi non vogliono pensare... che ai loro affari. Per questo l'opera tipo è la Bohème, il drammettino interessante, fatto soltanto per gli occhi e per le orecchie, e che sul finire vi spreme quattro lacrimette che fanno digerire il pranzo e preparano lo stomaco per la cena.
La signorina Emma (trova che egli parla molto bene, che ha molto spirito, una gran bella voce, e continua a guardar per terra e aspetta un altro complimento, forse il principio di una dichiarazione, e perciò diventa sempre più rossa senza apparente motivo).
Giordano Mari (sospirando, levandosi il cilindro e asciugandosi la fronte come uno che ha molto lavorato ed è molto stanco)... Qui si riposa: la mente non è assediata e oppressa dalle ombre del passato. Cor magis tibi Mediolanum pandit! Come avrei bisogno anch'io di riposare, di ritemprarmi in questa feconda modernità, fuor delle cose morte! Mi ci vorrebbe proprio un po' di Milano!
La signorina Emma (con ansietà, ma vincendo la timidezza, perchè le preme molto di sapere ciò che domanda) Si fermerà, dunque, qualche giorno... a Milano?
Giordano Mari (lusingato, guardando la ragazza e trovandola, davvero, carina carina...) Tutta la settimana.
La signorina Emma (alzando il capo, alzando gli occhi, fissando il Mari contenta perchè in quel momento «tutta una settimana» le par lunga un secolo) Come è stata bella la sua conferenza! È la prima che sento! Che combinazione!...
«Che combinazione?» Di che? Di che cosa? Giordano Mari, stupito, torna a guardarla. Combinazione? Perchè? Di che cosa?
Di ciò che la giovinetta sente in fondo al suo cuore, che «cominciava allora... », cioè no, che ha cominciato un'ora innanzi, quando i suoi occhioni neri e profondi si sono incontrati negli occhi di quell'uomo bello e forte, così in alto sopra tutti gli altri, signore, dominatore di quella folla, ch'egli con una parola faceva fremere di ammirazione, o vibrare d'entusiasmo.
Il cavalier Venceslao (alla coda della comitiva, prende a braccetto Nino Sebastiani: vorrebbe sapere come ha trovato la conferenza).
Nino Sebastiani (con un moto di stizza e di sprezzo) Un mosaico internazionale!