Tancredi (interrompendolo) Vuoi dar la scalata alla Banca d'Italia?
Giordano. Aiutami, te ne prego colle lacrime agli occhi. Aiutami, è la prima e sarà l'ultima volta. Non ti domando niente; non ti domando un soldo. Sarai contento di me, e anche tu avrai fatto un buon affare, te lo giuro. No? No? Ebbene, pensaci. Se non mi aiuti, al punto in cui sono, al punto di raggiungere la felicità, la fortuna e la quiete, perdio, mi ammazzo e sarà per colpa tua!
Tancredi. Per colpa mia? No, caro. Ammazzati quanto vuoi; io non ho rimorsi.
La voce di Veronica, dalla cucina. È suo fratello, vergogna! Lo stia a sentire. Lo deve sentire!
Tancredi (sottovoce) Animo, spicciati, perchè devo uscire. Non vuoi niente? Non vuoi un soldo? Allora, cos'è che vuoi?
Giordano. Poter concludere un matrimonio colla nipote di un ministro, molto ricca.
Tancredi (sogghigna, mostrandosi incredulo; ma nell'espressione della faccia gli si vede ancora la rabbia, l'invidia) Bravo! Congratulazioni! È... giovane? Non sarà più tanto giovane, voglio sperare; perchè sarebbe un altro sproposito, per tutti e due.
Giordano (risentito: sincero) Giovanissima; e parlane con tutto il rispetto; e se la sposo, non è per interesse, ma perchè l'amo, appassionatamente, perchè ne sono innamorato.
Tancredi. Giovanissima? Male. La tua età è una brutta età per il matrimonio in generale, e per sposare una giovane in particolare. (Ridendo, coi due denti che gli ballano) C'è da diventar vecchi dalla sera alla mattina... e, al solito, avresti fatto un altro debito, senza aver da pagarlo. La nipote di un ministro! Salute, Eccellenza!
Giordano (scattando: afferrandogli un braccio) Finiscila di scherzare! Finiscila di ghignare!