Tancredi. A me, intanto, un solo affare mi preme; avvertirti che, se vuoi denari, non ne ho. (Soffiandosi sul palmo della mano) Tabula rasa. In quanto poi al tuo avito patrimonio, rivolgersi per informazioni all'avvocato Todeschini: e se hai fretta, gambe in spalla e corri: Portici del Santo, n. 337.

Giordano. Ho da parlare con te: con te.

Tancredi. Non hai capito che non ho denari? Nostra madre ti ha lasciato di più, nel testamento, perchè eri il più giovane, il più bello, il talentone della casa. E dunque, se non hai più un soldo, paga le cambiali colla bellezza e col genio.

Giordano (per la bile, gli diventa la faccia color di piombo: ma si sa contenere: sedendosi) Quando mi lascierai parlare, ti dirò che non ti domando niente, nemmeno un soldo.

Tancredi. Oh, oh, ti conosco, mascherina! Quando non hai bisogno di niente, non ti lasci vedere; non mi capiti fra i piedi. Allora, colla scusa di lavorare, col pretesto degli studii, scappi lontano, il più lontano possibile; e quando le tue contesse ti portano in trionfo nei loro tiri a due, allora, fingi di non vedermi per la strada, perchè hai vergogna di salutarmi!... Allora, quando ti domandano al caffè Pedrocchi, se sei parente del Mari capitalista, allora, per cavartela, rispondi ai tuoi nobili che ce ne son tanti dei mari e dei monti. (Ridendo, trionfando, la faccia rossa, invasata; gli occhi loschi, la boccaccia enorme, sdentata, che perde la saliva) Fuori! Fuori di casa mia! Adesso ho vergogna io, di te! Sì, io, l'usuraio! Io che pago i miei debiti; io che non mi lascio protestare le cambiali; io che ho una firma onorata e alla quale tutte le Banche fanno di cappello! Va via! Vattene!... Ce ne son tanti di mari e di monti: io non ti conosco.

Giordano (abbassa la voce) Ho un affare da proporti. Un buon affare anche per te.

Tancredi. No, no, no; io sono l'usuraio dei signori. Lavoro sul sicuro. Affari con te? Niente! (Gli gira intorno di nuovo, osservandolo con dispetto e invidia per quella sua eleganza signorile) Certo che... a guardarti, a giudicarti dagli abiti... altro che Rothschild!

Giordano (con la voce bassa e con un tremito che pare d'incertezza, mentre non è che lo sforzo per trattenere la collera) Sì... hai ragione. Non ho avuto testa, mi sono rovinato. Speravo di ottenere dagli studii, dalle lettere, un compenso materiale molto maggiore. Invece (con un sospiro) non ho pensato che non siamo in Francia, ma nel paese più cretino, più ignorante e più pitocco, dove non leggono che i professori e i giornalisti... ai quali i libri bisogna regalarli! Hai ragione; ho commesso molti spropositi, ma ormai sono risoluto. Voglio cambiar vita.

Tancredi. Cambiar vita, alla tua età? (Ghignando) Fai ancora il biondino con abbastanza disinvoltura, ma i quaranta sono sonati anche per te. Troppo tardi per cambiar vita... quantunque si direbbe che tu continui a mettere i denti. Una volta, o mi sbaglio? te ne mancava qualcuno.

Giordano. Sono sul punto di farmi una posizione, di ottenere una cattedra, di pagare tutti i miei debiti.