Giorgio fu vinto da quell'atto sublime, divinamente grande, e fissando la morente con uno sguardo d'affetto profondo e appassionato le rispose:
—Sì, Maria, perdonerò… per te!—e avvicinandosi ancora di più e sollevandole la testa colle mani, la baciò sulla bocca.
Maria lottava adesso per trattenere la vita e colla vita la voluttà di un primo bacio, ch'ella, nel suo delirio, confondeva coll'estasi del Paradiso; di un bacio, che viva l'avrebbe forse uccisa e che morente le innalzava l'anima a Dio, staccandola dalla terra con un fremito d'amore. In tal modo ella morì: coi brividi di quel bacio che le correva per ogni fibra mutando la suprema agonia in una gioia suprema; compensando coll'ebbrezza purissima di quell'ultima ora, tutta intera la sua vita di dolori. Morì col sorriso sulle labbra e la felicità nell'anima, la sua fede e il suo amore indivisi nel cuore. Morì, passò dalla vita, senza strazio, tranquilla, come una fanciulla che si addormenta stanca, posando la testa sul petto del suo fidanzato.
XXXV.
Il duca d'Eleda al conte Pier Luigi da Castiglione:
—Senato del Regno—
«Carissimo Pier Luigi,
«Vi scrivo ancora sbalordito, ancora più di là che di qua, affranto, ammalato, per tante sventure che in quest'anno terribile mi spezzarono il cuore.
«Se mi vedeste, non mi riconoscereste più: certo, farei pietà anche a voi: non posso mangiare, non posso vedermi in mezzo alla gente, e solo, non faccio altro che piangere. Basta; il Signore ha voluto così; sia benedetta la sua santa volontà.
«Però, credetelo, caro Pier Luigi; noi abituati alle gioie pure e serene della famiglia, noi, che consideravamo come giorni d'esilio tutti i giorni che eravamo obbligati a starcene lontani, quando ci troviamo a dover sopravvivere ai nostri cari, proviamo uno sgomento, una desolazione che ci mette addosso le vertigini. Ed io sono solo, spaventosamente solo!… Giorgio si è lasciato vincere, dominare interamente dall'egoismo del suo proprio dolore, ed ha dimenticato questo povero padre, questo povero marito, che piange disperato, in una casa deserta e senza echi. Egli presentò le sue dimissioni da deputato, e chiuso in una villa, su quel di Bergamo, conduce una vita monastica e lo dicono preso dalla monomania religiosa.