«P. S.—Non per voi, ma per la contessina Giulia, vi mando l'ultimo numero dell'Omnibus, nel quale troverete un articolo biografico che parla diffusamente della mia vita politica. Sono piccolezze alle quali non ho mai tenuto, essendo sempre stato un nemico acerrimo della réclame; la quale, del resto, non è mai stata tanto sfacciata e impudente come lo è al giorno d'oggi. L'articolo qui unito, è per altro un'eccezione: è sincero. Lo ha scritto il cavalier Frascolini, il direttore dell'Omnibus; un bravo ragazzo intelligente e abbastanza galantuomo.

«Qui si lavora attorno alla famosa legge elettorale. Molto probabilmente il mio voto sarà favorevole al progetto. Caro mio, che cosa volete fare?… Se vogliamo essere ostinati a tirar indietro per la coda il così detto progresso, la democrazia, più forte di noi, ci trascinerà per forza, e faremo la figura dei vinti: è meglio risolversi a tempo e saltare lesti alla testa… per tentare, se è ancora possibile, di mettervi un freno, o almeno per guidarne i movimenti.

«Roma, 15 dicembre, 1881.»

FINE.