Tutte le contadinotte se lo contendevano, ammirandolo; e intanto celiavano sopra la Veronica e invidiavano la bella Ottavia… e Lalla vedeva quest'ultima insuperbire del suo trionfo.
Ma dove Frascolini proprio furoreggiava, era nel finale dell'ultimo atto, dopo la famosa traversata. Compariva sulla scena coi capelli arruffati, il petto e le braccia nude, pallido in volto; e allora col fascino della voce bellissima e della parte da eroe faceva impressione anche su Lalla.
—E così, s'è divertita?—domandava la Nena alla padroncina, mentre l'aiutava a spogliarsi.
—Abbastanza.
—Ha sentito com'è bravo Alessandro?!… Ha veduto com'è bello?!… E la sindachessa col libretto della lavandaia? Smorfiosa! Ma l'Ottavia non deve aver paura di lei, nè di nessuno: è la più bella del paese. Ha notato come lo guardava?… Pareva lo volesse mangiare coi baci!—E la Nena continuò sul medesimo argomento fino a che Lalla, volendo troncare il discorso, s'inginocchiò per dire le sue preghiere.
—Buona notte, duchessina.
Lalla rispose con un cenno del capo, e la cameriera, mentre usciva, vide la piccola devota ripetere tre o quattro volte, rapidamente, il segno della croce, baciare e ribaciare la medaglina della Madonna che teneva al collo. Le orazioni durarono molto tempo; i baci fervorosi furono ripetuti, si segnò ancora prima di coricarsi; ma con tutto ciò la signorina passò una notte agitatissima.
La sua mente era presa dal giovane filodrammatico e il sonno tardava a venire. Pensava, con dispetto, alla superba sicurezza dell'Ottavia e alle parole della Nena che l'avevano offesa, quantunque alludessero alla signora Veronica.
—Come?—non deve aver paura di lei, nè di nessuno?…—Eppure… eppure, se volessi, potrebbe diventar gelosa di me, la più bella del paese; e che dispetto, quella goffa, dovrebbe allora sentirne in cuor suo!… Ma, e se il Frascolini fosse proprio innamorato?… Che cosa si diranno mai quando si troveranno soli, lui e l'Ottavia? Diranno di volersi bene?…—Come si fa a volersi bene?…—e la mente della giovinetta si affaticava dietro un ignoto pieno di seduzioni nuove e arcane, un ignoto che il sangue cominciava allora a rivelarle.
Pareva lo volesse mangiare coi baci!… Un bacio?…—e Lalla baciava e ribaciava le sue piccole mani, le braccia rotonde, per capire cos'erano mai, come potevano essere quei baci che mangiano. Si addormentò alla fine, ma dormì male. Vedeva muoversi una figura di uomo, avvicinarsi e allontanarsi da lei, senza mai sparire. Quell'uomo ora pareva Sandrino, ora il marchese di Vharè, poi di nuovo Sandrino come l'aveva veduto nell'ultima scena del dramma: col petto nudo, colle braccia nude, coi capelli arruffati; e si faceva sovente così vicino, che la fanciulla ne sentiva il tepore.