Foscarini lesse negli occhi del cugino tutte le incertezze e le esitazioni che gli turbavano lo spirito, e con quella sua eloquenza di soldato franco e sincero gliene disse tante che riusci ad assicurarlo e a convincerlo.

—Avere un duello…. senza correre alcun rischio?!—Per Ghegola era addirittura l'avverarsi di un sogno!…

Però seppe far le cose per benino. Non volle ceder tutto in una volta, tornò da capo colla dignità, coll'onore, coi brevetti di cavalleria; ma così debolmente adesso, che Gianni Foscarini durò poca fatica a guadagnarselo completamente.

—Il secondo dell'Aimoni sarà uomo capace di conservare un segreto di tanta importanza?…

—Non è un ragazzo, diamine! E poi ne va del suo onore, come ne va del mio, e in ogni caso egli non sa che t'ho messo a parte del nostro progetto.

—Tutta Brescia dunque crederà che ci siamo battuti sul serio?…

—Certamente.

—L'Aimoni avrà una gran paura, crederà che lo ammazzi!…

—A meno che non isperi di essere lui ad ammazzar te!…

Ghegola, quantunque sapesse ormai questa supposizione fuori affatto del possibile, non potè trattenersi, ciò non ostante, dal fare una smorfia.