SCENA III.
Giuditta e il conte Lamberti nella retrobottega.
Nella farmacia — a suo tempo, e seguendo l'azione come è indicata nella scena II
Faustino, Demostene e la DONNA DI SERVIZIO.
Giuditta.
In questi mesi a Como si crèpa di salute! se non ci fosse un po' di lavoro in coloniali, con la farmacia non si caverebbero le spese!
Lamberti fa un atto di stizza, passeggiando in su e in giù.
Giuditta sforzandosi di sorridere.
Misericordia che nuvoloni! È giovine, è ricco... La signora contessa è una dea fra le più ammirate dell'Olimpo milanese di tutto il Lombardo-Veneto! Dovrebbe essere allegro, felice e invece è sempre tetro e brontolone, come il vecchio Silva dell'Ernani!
Lamberti fissandola.
Lei, invece signora Giuditta, lei, la moglie di Tito Ansperti... si mostra troppo di buon umore con me.