Sst!
guarda verso la farmacia: poi, più sottovoce, spaventato.
Sa che quel rinnegato del sergente Baraffini l'ha presa a perseguitare e fa sempre la ronda!... — Pensi, invece — per calmarsi — che con tante perquisizioni non hanno trovato una prova sola contro suo marito! E suo marito, Tito Ansperti, è forte di corpo e di spirito: saprà negare, negare, negar sempre, per salvar sè e gli altri.
Giuditta.
E il dottor Lazzati? — Gli hanno trovato qualche cosa? — No. — Eppure lo hanno condannato a quindici anni di ferri! E poi... fra i suoi compagni...
Faustino con impeto.
Fra i patriotti?... Una spia?
Giuditta.
Una spia, no! Ma un animo debole che non resista ai patimenti, alle minacce, ai tradimenti... — Mi compatisca, signor Faustino!... Perdoni ad una povera donna che ama, che soffre... e che muore. Sì! Sì! La morte! Ecco la mia forza e la mia speranza, perchè il mio Tito non me lo rendono più! Sono tre mesi, più di tre mesi, che quel Baraffini aveva messi sopra di me i suoi occhi di spia infame! — È venuto a strapparlo dalle mie braccia! E rideva, ghignava, mentre i gendarmi lo ammanettavano! Lo hanno condotto a Como, a Milano, a Venezia! Dio, Dio, a Venezia! Sapete come si chiama la prigione dove lo hanno rinchiuso a Venezia? — Lo Stokhaus! — La casa delle bastonate.
scoppia di nuovo in lacrime.