Faustino esortandola a calmarsi.

Signora Giuditta! Signora Giuditta! Anche per quel povero vecchio del signor Ansperti!... Il signor Tito era l'unico figlio!

Giuditta.

Il babbo vive per la patria, per la vendetta! Lui... non è che suo padre! Io sono sua moglie! Lo amo, lo adoro, ne sono innamorata! Sono giovine ancora! È mio, è mio, il mio Tito e lo voglio!

Suona il campanello dall'uscio che dalla strada mette in farmacia: Giuditta si asciuga la lacrime in fretta.

Faustino fa per avviarsi in bottega.

Finisca di cenare. Vado io al banco.

vede in farmacia il conte Lamberti: sottovoce a Faustino:

È il conte Vitaliano!

Giuditta e Faustino mutano d'aspetto immediatamente: sorridono e si mostrano disinvolti.