— Come! Non parte più Del Mantico? — gli domandò, sempre sorridendo con ironia: ma però, questa volta, con un'ironia molto più dolce.

— Partirò colla corsa delle undici! — e il Maggiore guardò la Cecilia, che sorrise anche lei.

— Per le undici, sa, Maggiore, non saremo a terra di sicuro, — avvertì Prandino, che sperava ancora.

— Ebbene, vuol dire che non partirò.

Questa risposta fu detta con un tono così asciutto che Prandino non fiatò più; invece, senza far complimenti, scese in gondola prima del Maggiore e andò a sedersi sulla panchettina accanto all'Elisa. Ma un gondoliere lo fece subito alzare e gli cambiò posto, per regolare il peso della gondola e destinò proprio il Del Mantico a seder vicino all'Elisa.

Le cose tornavano a prendere una cattiva piega per il povero Prandino!....

Appena che la gondola si mosse, la Cecilia, vedendo che ci sarebbe stato un posto disponibile perchè Gegio poteva mettersi benissimo fra le ginocchia dell'Ariberti, ripigliò una seconda sfuriata contro il Badoero. Se c'era Badoero, è naturale, avrebbe pagata anche lui la sua parte e la spesa sarebbe stata minore. E poi la Cecilia, che non vedea Prandino di buon occhio, si godeva tormentandolo anche a proposito di quel suo cugino ch'egli aveva dipinto e magnificato come se fosse un Baiardo redivivo.

L'Elisa, invece, taceva sempre: aveva troppa dignità di sè stessa per curarsi lei di chi si mostrava poco sollecito delle sue grazie.

— E tutto questo, per chi poi?.... per una figurante di terz'ordine!....

— Mamma, che cosa sono le figuranti? — domandò Gegio.