Il Badoero era rimasto a teatro, al Lido. Tutti notarono allora ch'egli si era dileguato in una maniera poco cortese.
— Almeno si fosse degnato di salutarci! — brontolò la Cecilia.
Prandino tentò difenderlo, ma le sue parole furono accolte dalla disapprovazione generale.
— Gioventù, — disse Ramolini, sorridendo con uno di quei sorrisi che levavano la pelle.
Il Cavaliere aveva accettato di seguire il fresco anche lui, in gondola colle signore. Soli Potapow e Jamagata abbandonarono la comitiva, e tutti e due, per punizione, dovettero ricevere un bacio da Gegio, che aveva la faccia tutta sudicia e ancora assonnata.
Prima però di allontanarsi, Jamagata, stringendo la mano all'Elisa, le confidò che si sentiva molto malheureux, per doverla lasciare, e Potapow regalò un ultimo buon consiglio alla Cecilia: di offrire ai gondolieri la metà di quello che avrebbero domandato di noleggio per la sera.
Difatti, questo gran contratto non fu concluso tanto presto. Il conte Ariberti dovette andare innanzi e indietro almeno una mezza dozzina di volte; finalmente si combinò per sei lire, non compresa la mancia.
— È caro, non è vero? — domandò la Cecilia al Ramolini.
— Sì.... e no.
Quando l'Elisa fu seduta sul trasto colla figlia, vedendo che il Maggiore si disponeva a imbarcarsi: