E adesso copre di baci, di carezze, e si stringe al cuore quella sua vecchietta così santa, colla stessa frenesia con la quale avrebbe abbracciata l'Elisa, se un momento prima le fosse apparsa dinanzi per dirgli, come ai bei tempi d'una volta: ti voglio bene, e son tua!....
— Per quella cattiva? — chiese l'Orsolina, indicando il ritratto; e non disse altro.
— No, mamma, no: ho un altro dolore che mi fa disperare, che mi fa perdere la testa.
E Prandino confidò a sua madre che, per domenica, doveva restituire ottocentocinquanta lire a Badoero.
In quel punto, nessun debitore lo vorrà credere, ma è pure la verità, egli fu quasi contento d'avere quel debito: gli ripugnava troppo di dover confessare a sua madre ch'egli era stato così ingrato verso di lei, e tanto matto, fin da voler morire, solamente per il bel muso.... della contessa Navaredo!....
CAPITOLO XV.
Non bisogna credere, a ogni modo, che il conte Eriprando degli Ariberti fosse proprio guarito interamente dalla sua malattia. Anche quando ci si leva un dente, resta il bruciore per un po' di tempo; dunque, figurarsi, quando si tratta di strappar via dal cuore una donna!
La vista del ritratto macchiato aveva fatto sì che Prandino superasse la crisi, ecco tutto: ma restava però in uno stato di convalescenza che doveva essere lungo e penoso, col pericolo di ricadute.
Molte volte tornò a desiderare l'Elisa, molte volte tornò a rimpiangerla, ma a ogni assalto la violenza era men forte, e quegli assalti si facevan sempre più radi.