Quando il figliolo fu sul punto di partire, mamma Orsolina lo guardò, mettendosi a piangere.
— Sta sicura, mamma: sta sicura. Quel che è stato, è stato. Ormai non ci ricasco più.
— Bravo, signor Conte! — esclamò la signora Luciana, ch'era presente a quell'addio. — Ce ne sono tante di donne e lei non avrà che da scegliere. A quella signora, poi.... ma no, acqua in bocca, Luciana, a te non istà bene!
— Che! Parli, parli, signora Luciana.... tanto, non ci penso più.
— Allora le deve dire, quando la vede: — chi non mi vuole, non mi merita! — Ma glielo deve proprio dire!....
L'Orsolina, seria seria, dondolava la testa, mostrando chiaro che non approvava quel consiglio.
— Come? Non pare a lei, contessa Orsolina, che le stia bene a quella signora?
— Per me sarei più tranquilla se Prandino mi promettesse di far di tutto per non rivederla!
— Te lo prometto, ma in ogni modo, anche se la rivedo, sai, mamma, puoi esser tranquilla ugualmente; non dubitare.
Però, mentre concludeva in questo modo, egli sentiva in cuor suo che la mamma aveva forse ragione.