— Stordito, che non sono altro! — borbottò, battendosi la fronte e tornando indietro: — Si passa da questa parte per andare ai bagni!
Ma, quantunque non volesse credere alla propria agitazione, ne aveva tanta in corpo, che gli tremavano le mani nello spogliarsi, e poi voleva indossare la maglia prima di levarsi gli stivali! solamente quando fu giù, solo solo, nell'acqua, lontano dalla riva, cominciò a sentirsi più tranquillo, più sicuro, e allora tornò a pensare al ritratto sfigurato dell'Elisa, tornò a ridere.... e rise anche di sè e della gran paura che aveva avuta.
— Ha ragione Badoero. Sono matto, proprio matto da legare!
E allegramente si tuffò nell'acqua, guizzando come un pesce.
— Non tocca a me ad arrossire, ad avere vergogna! Tutt'altro; è il Maggiore, invece, è lo sposo che deve trovarsi maluccio, quando m'incontra! Sicuro, è lui, proprio lui!
Certo, era la grande serenità di quella mattina, era quell'aria pura, balsamica, che rischiarandogli la mente, gli suggeriva un'idea così luminosa, e Prandino, un'altra volta, guizzò leggero nell'acqua con tutta l'elasticità de' suoi vent'anni.... ma, d'un tratto si turbò, ritornò pallido, si mise a nuotare adagio, quasi fermandosi, e il cuore gli ricominciò a battere violentemente.
Due cappelloni gialli, due cappelloni ch'egli tremava di riconoscere, gli venivano incontro a fior d'acqua.
— Era l'Elisa?... Era il Maggiore?... Sì.... No.... No.... Sì!... — Sangue del diavolo! Erano proprio loro!
Che fare?... Prandino avrebbe dato chissà che cosa per non trovarsi là, a quell'ora, in quel luogo.... Se fosse stato sicuro di non essere riconosciuto, sarebbe tornato indietro.... Sì.... piuttosto d'incontrarsi con quella maledetta, avrebbe commessa anche una viltà... Ma oramai era troppo tardi.... dovevano averlo veduto di certo.... perchè il Maggiore lo fissava, e l'Elisa.... l'Elisa sorrideva, sorrideva, cogli occhioni languidi, colla bocca socchiusa.... Che fare?... Che fare?!... Incontrarla?... Vederla ancora?... Riamarla forse?! Ah, no!... Mai!...
Allora egli levò le braccia dritte, tese, puntò le due mani, si diè un urto violento e si cacciò giù, sotto, battendo forte l'acqua, fendendola con forza grandissima, straordinaria, trattenendo il respiro con una volontà disperata. Ci fu un punto nel quale credette di sentire l'Elisa e il Maggiore che gli passavano sul capo sghignazzando, ma ebbe pure un altro momento nel risalire, dove le onde si facevano più chiare, in cui gli sembrò di scorgere la sua mamma tutta consolata, tutta ridente, con una gran beatitudine che le traspariva dal volto!...