Elisa si ritrasse con tanta vivacità che, quasi, cadeva giù dallo sgabello.
— La prego, Conte, non mi faccia pentire della fiducia che ho avuta.
— Perdoni, Contessa; perdoni! Già, io doveva saperlo ch'ella non sente nulla per me!
E Prandino, secondo il solito, mettendo subito il muso, sciolse dal suo abbraccio la vita della Contessa, e cogli occhi fissi fuori dalla piccola finestrella del casotto, sembrò volesse rimanere da allora in poi tutto intento alla caccia.
— Vedete come siete? Perchè non si vuol fare in tutto a modo vostro, fate il broncio e diventate sgarbato. Andate là, che anche voi avete un modo curioso di voler bene!....
Quell'anche voi urtò i nervi a Prandino, che però non si mosse e continuò a spiare dalla finestretta.
In quel punto due fringuelli spionciando allegramente e saltellando sui rami, tra le fronde della ragnaia, sembrava da un momento all'altro volessero scender giù nel mezzo del boschetto, attratti dagli inviti degli allettaioli.
Ariberti, non appena li vide, fece subito svolazzar gli zimbelli; poi, sollecito, allungò le mani sulla corda dello spauracchio.
Poveri uccelletti! Un colpo, una tirata sola e erano presi.
Elisa li avea scorti molto prima che li vedesse il Conte; ma aveva taciuto, sperando gli passassero davanti senza che se ne accorgesse. Ella si era sentita stringere il cuore per essi; se li figurava già colla loro testina schiacciata fra le ditacce di Giacomo e, buona, sensibile com'era di cuore, volle salvarli. Pensò di chiedere a Prandino la grazia della loro vita, ma Prandino in quel punto aveva una faccia così feroce....