— Per bacco! Ci vedi da lontano cogli occhi del cuore....

— Tu scherzi, cuginetto mio!...

— No davvero! E te ne dò subito una prova: io mi fermo qui coll'Emma e ti lascio libero.

La piccola Emma, con una maglia rossa, scollata, che la faceva distinguere a mezzo chilometro di distanza, ferma, in piedi, più vicina alla riva, usciva dall'acqua — dalla cintola in su — come Farinata dal fuoco: però l'Emma a vederla così, non metteva punto sgomento.

Voi ti, giavan, adess te vegnet giò? — questo fu il saluto dato dalla Venere meneghina a Badoero, il quale, al suo apparire, fece allontanare due o tre giovinottini che le boccheggiavano d'intorno, come all'avvicinarsi di un pesce più grosso, i pesciolini minuti si disperdono, guizzando via lesti lesti.

Quando Prandino raggiunse l'Elisa, questa cominciò a nuotare di fianco: aveva avuta anche l'altra furberia d'indossare un camiciotto da bagno molto scuro e così, benchè l'acqua fosse limpida, riusciva a nascondere il soverchio rotondeggiare delle sue forme: precauzioni affatto inutili, del resto, per il buon Prandino, chè egli era innamorato, e si sa bene: più ce n'era di quella donna e più ne amava!

— Sei tu?

— Sì.

— Come hai fatto a ravvisarmi così di lontano, sotto questo cappellone....

— Lo sai bene: io ti vedrei anche se tu fossi in capo al mondo.