Prandino ansava e nuotava adesso con maggior fatica. Le braccia bianche, il piedino lungo, elegante, e le gambe rotonde della Contessa, vedute così sott'acqua, gli toglievano il respiro.

— Sei stanco?

— Tutt'altro.

— Andiamo un po' fuori?

— Come vuoi. Già bisogna venire in mezzo al mare per trovarti sola.

— Sai che Jamagata ha già cominciato a farmi la corte? — E l'Elisa diede in una risata, uscendo fuori dall'acqua con un braccio per accomodarsi il cappellone di paglia.

— Me ne sono accorto; e tu, non c'è che dire, te la lasci fare per benino!

— Che vuoi? Un giapponese, non m'era ancora capitato!

— Cioè?...

— A proposito, bambino, non dir nulla con Cecilia, che siamo usciti insieme a nuotare, se no, mi fa certe prediche noiose che non finiscono mai! — Fra le altre fanciullaggini, all'Elisa era rimasta anche questa, di fingere cioè ch'ella fosse tenuta d'occhio da sua figlia.