Ragout di Tartufi. Si lavano bene i Tartufi con spazzolino per poter estrarre la terra che c'è tra le verruche, (non si devono mai mondare, perchè perdono molto di sapore che è specialmente prodotto dalla corteccia), poi si collocano nell'olio e si lasciano finchè ne sono imbevuti, indi si tagliano a fette della grossezza d'una schiena di coltello e si pongono in una cazzeruola con olio o burro, sale, pepe, un poco di vino bianco e si mettono al fuoco. Alcuni vi aggiungono anche sardella e cipolla. Dopo un'ora circa di cottura vi si aggiunge del sugo di limone e si servono.
Tartufi cotti sotto la cenere. I Tartufi ben lavati e spazzolati si cospergono di sale e pepe, poi si involgono in fette di lardo, indi in fogli di carta duplicati e un po' bagnati e si fanno cuocere per un'ora sotto la cenere ben calda. Quando si prendono fuori, si leva loro la carta, si nettano e si servono in tavola sopra una salvietta piegata.
Tartufi all'italiana. Puliti i Tartufi si tagliano a fette e si pongono in una casseruola con olio, sale, pepe, prezzemolo, porro o aglio. Si lasciano un po' sopra della cenere calda indi si cuociono a lento fuoco e prima di servirli si cospergono con sugo di limone. Alcuni vi aggiungono del vino bianco e del brodo, a cui sia levato il grasso.
Tartufi alla piemontese. Si pongono i Tartufi nell'olio e vi si lasciano finchè ne sono imbevuti, indi si tagliano a fette e si collocano a strati in un piatto d'argento; ogni strato si cosperge d'olio, sale, pepe e formaggio parmigiano grattuggiato, indi si mette il piatto sopra cenere molto calda. Un quarto d'ora basta per la cottura.
Tartufi alla parmigiana. Si pongono i Tartufi affettati in teglia con olio e burro in parti eguali e si lasciano soffriggere cinque minuti; vi si aggiunge sale, pepe e parmigiano grattuggiato, e si fan cuocere altri cinque minuti e si servono all'istante.
Tartufi alla Rossini. Si mette in una insalatiera dell'olio fino, senape, aceto, sale, pepe e un po' di sugo di limone e si sbatte il tutto bene fino alla perfetta combinazione, indi vi si aggiungono i Tartufi finamente tagliati che si mescolano insieme e si servono. Quest'insalata riesce a preferenza col Tartufo bianco (Tuber magnatum Pico), il quale non fu finora ritrovato nel Trentino, ma invece è comune in Lombardia e Piemonte.
Tav. CXII — I. Rhizopogon rubescens Tul. (Trifola falsa) II. Tuber melanosporum Vitt. (Tartufo nero)
Bresadola dis. — Lit. G. Zippel Trento
Spiegazione delle figure: a Fungo di grandezza naturale, perfettamente sviluppato. b Fungo sezionato verticalmente. c Aschi o teche. d Spore libere.