Clitocybe infundibuliformis Bull. — Tav. XXXVIII.

Ital. Agarico imbuto, Imbuto. Volg. Imbuto. Franc. La Coupe bocagère. Ted. Gelber Trichterschwamm.

Ha cappello da convesso-subemisferico espanso-ombelicato o imbutiforme, con umbone nel fondo quasi sempre persistente, al margine sovente con rialzi tomentosi che lo rendono come striato, di color nocciuola o di pan cotto; lamelle spesse, strette, bianche, assai decorrenti sul gambo; gambo pieno, tenace, bianco, inferiormente con tinta nocciuola, un po' bulboso; carne bianca, tenace, di grato odore e sapore un po' astringente; basidii clavati, 30-35 × 6-7 µ.; spore ovato-sferiche, 5-6 × 3-4 µ.

Nasce nei luoghi erbosi, ne' pascoli e anche nelle selve di montagna dalla primavera all'autunno, per lo più in file.

È comunissimo dovunque e perciò, quantunque sia povero di carne, si può raccogliere con vantaggio offerendo un cibo sano e gustoso. Ha tendenza a divenire coriaceo, per cui si devono raccogliere soltanto gli individui freschi e giovani, rigettando gli adulti o già disseccati in piede. Si deve pure ben cuocere (circa un'ora e mezzo) con abbondante condimento. Non si può facilmente confonderlo con specie venefiche. Si presta pure per essere disseccato, bastando tagliare per metà il cappello e passare per mezzo un filo sospendendolo per alcuni giorni all'aria. Disseccato si deve porre in luoghi asciutti entro sacchetti di carta o cassettine di legno.

Tav. XXXVIII — Clitocybe infundibuliformis Fr. (Agarico imbuto)
Bresadola dis.Lit. G. Zippel Trento

Spiegazione delle figure: a Gruppo di funghi. b Individuo sezionato. c Basidii. d Spore.

Clitocybe geotropa Bull. — Tav. XXXIX.