Ital. Lattario ranciato. Volg. Fong del Lares. Franc. Lactarie orangé.
Ha cappello da convesso piano-depresso o ciatiforme, coi margini da prima rivolti verso le lamelle e bianco-pruinati, viscoso a tempo umido, di colore ranciato vivo con macchie o zone igrofane di color più marcato, che dispariscono nel fungo secco o asciutto; lamelle spesse, un po' scorrenti sul gambo e attenuate o più sovente un po' rotondate al punto d'inserzione, da prima bianche, poi color ocraceo-ranciato; gambo subito cavo, cilindrico, da giovane pruinato, del color del cappello, ma più languido; carne bianca, vicino all'epidermide giallo-ranciata, di forte odore; latte bianco, immutabile, molto acre; spore quasi rotonde, echinulate, 7-8 × 7 µ.
Si trova assai frequente in greggi nei luoghi erbosi, pascoli, nelle selve rade di larice in montagna dal luglio al novembre.
È fungo pericolosissimo mangiandone in quantità producendo diarree, vomiti e mal di capo; inoltre riesce d'un gusto sgradevole, quantunque venga antecipatamente bollito nell'acqua e poi ben preparato. Si confonde facilmente col Lapacendro buono, pel quale anzi lo vidi raccogliere parecchie volte; e vengono certamente causati da questo fungo gli avvelenamenti o i disturbi che talora si attribuiscono al primo. Conviene quindi star attenti per non scambiarlo, il che riuscirà facile se si osserva che al taglio nel Lattario ranciato la carne ed il latte sono bianchi, mentre nel Lapacendro sono colore arancio.
Tav. LXIII — Lactarius aurantiacus Fl. D. (Lattario ranciato) (SOSPETTO)
Bresadola dis. — Lit. G. Zippel Trento
Spiegazione delle figure: a-c Fungo in vario grado di sviluppo. d Individuo sezionato verticalmente. e Spore.
Lactarius deliciosus Linn. — Tav. LXIV.
Ital. Lapacendro buono. Volg. Fong dal Pin, Sanguignol. Franc. Le sanguin. Ted. Reissger, Brütling.