Vegeta copioso tanto nelle selve di conifere che di piante frondose dal luglio all'ottobre, specialmente nei luoghi muscosi.
È fungo assolutamente innocuo e di buon gusto se viene ben cotto e condito.
Da noi non è conosciuto, ma in altri luoghi, specialmente nell'Austria inferiore, è ricercato a preferenza del Lapacendro buono. Colà si prepara dal popolo alla graticola facendo un taglio longitudinale al gambo e cospergendolo con molto sale, e dalle classi agiate alla casseruola con burro, brodo di carne, pepe, sale, prezzemolo e quando è presto cotto aggiungendovi del semolino (gries) quanto è necessario ad assorbire l'intingolo, e poi a piena cottura si serve come contorno alla carne.
Tav. LXVI — Lactarius volemus Fr. (Peveraccio giallo)
Bresadola dis. — Lit. G. Zippel Trento
Spiegazione delle figure: a-b Individuo in vario grado di sviluppo. c Individuo sezionato verticalmente. d Spore.
Lactarius vellereus Fr. — Tav. LXVII.
Ital. Lattario lanuto. Franc. Le poivré moutonné. Ted. Wollschwamm.
Ha cappello convesso-ombelicato, poi ad imbuto, assai carnoso, compatto, tutto coperto da una fina lanugine di colore bianco-calce; lamelle grossette, distanti, sovente ramose, al gambo troncato-attaccate, bianche; gambo corto, obeso, bianco, pubescente; carne compatta, granulosa, acre; latte bianco, acre-piperato, diventante al contatto dell'aria, dopo qualche tempo, color zolfino; basidii clavati, 40-50 × 7-10 µ.; spore bianche, quasi rotonde, 6-8 × 6 µ. minutamente asperule.