Nasce nei pineti della zona della vite in famiglie numerose dall'agosto al novembre.
Il Lapacendro sanguigno ha le medesime proprietà e serve ai medesimi usi del Lapacendro buono, col quale generalmente si confonde, specialmente quando è intieramente sviluppato e perde i bei colori giovanili; però il latte di color sangue lo conserva e da questo carattere può essere sempre distinto. Non cresce in montagna, nè nelle selve di conifere, ma esclusivamente nei boschetti di Pino nelle valli vitifere. Non si trova quindi in Val di Sole, in Val di Fiemme, Val di Rendena ecc. dov'è surrogato dal Lapacendro buono, il quale vegeta fin quasi al termine della vegetazione arborea.
È di gusto più delicato del Lapacendro buono e viene generalmente preferito a questo nei luoghi dove cresce in società.
Tav. LXV — Lactarius sanguifluus Paul. (Lapacendro sanguigno)
B.ssa Turco-Lazzari dis. — Lit. G. Zippel Trento
Spiegazione delle figure: a-d Fungo in vario grado di sviluppo. e Individuo sezionato verticalmente. f Basidii. g Spore.
Lactarius volemus Fr. — Tav. LXVI.
Ital. Peveraccio giallo. Franc. La vachette. Ted. Brätling.
Ha cappello da prima globoso poi spianato-depresso, con margine da prima rivolto verso le lamelle e bianco pubescente, secco, di colore giallo aranciato o giallo fulvo tendente al bruno nel centro, tutto screpolato in età; lamelle spesse, da prima bianche poi giallognole, attenuate alle due estremità, un po' decorrenti sul gambo; gambo solido, cilindrico, duro, del colore del cappello o un po' più languido; carne compatta, dura, bianca, al taglio bruna, di sapore dolce e odore grato; latte copiosissimo, bianco, immutabile, di sapore dolce; spore bianche, rotonde, echinulate, 8-9 µ. di diametro.