[5]. Ordine religioso di que’ tempi, frequente in Lombardia, e detto Berrettano da una special foggia di berretto con cui que’ monaci si coprivano il capo.

[6]. Venticinque maggio 1385.

[7]. La fabbrica di veli e di drappi de’ Segazoni di Milano era a que’ tempi famosa, non solo in Lombardia, ma per tutta Europa, e specialmente ne erano ricerche le stoffe a maglia per le sopravvesti.

[8]. Gli aríoli erano i zingani di que’ tempi: così detti, perchè supponevasi avessero potere sull’aria.

[9]. Il morione era un elmo dei soldati gregarii.

[10]. Brache de’ poveri a larghe pieghe.

[11]. Alto monte del lago di Como.

[12]. Chiamavansi pusterle le porte minori della città, che non sussistendo nelle antichissime mura, vennero nella loro nuova ricostruzione aperte per maggior comodità dei cittadini. Nominavasi Brera la pusterla che sussiste tuttora al Ponte Beatrice presso il palazzo di tal nome, già collegio de’ Gesuiti. Fu detta, Brera dal latino vocabolo Prædium (campo) corrotto in Braida e Brera: gli si aggiungevano gli epiteti del Guercio e d’Argisio, perchè tali si vuole fossero i nomi degli antichi possessori di quella Brera, ossia campo, dove fu aperta la pusterla.

[13]. Dicevasi di lei: On donne le los à la gracieuse reine Isabelle de Bavière, d’avoir apporté en France les pompes et les gorgiasetez pour bien habiller superbement et gorgiasement les dames.

[14]. Il motto intero era così: Le cavalier françois jouste contre tous venans en champ clos ou ouvert, fust de glaive de paix ou de guerre.