Dietro l’altare maggiore di San Giovanni in Conca sorgeva un mausoleo, sostenuto da sei colonne, sovra cui stava in bianco marmo scolpito un destriero di naturale grandezza, il quale recava sul dorso un cavaliero armato, che era l’effigie di Bernabò. In tale mausoleo, da lui stesso fatto innalzare, venne per ordine di Giovan Galeazzo deposto con magnifica pompa il suo cadavere, e celebratene in quella chiesa le solenni esequie con isfarzo regale.

Lodovico fu condotto nel forte di San Colombano col fratello Rodolfo.

Ginevra e Palamede seguirono Donnina, che si condusse con Damigella al suo castello della Martesana; ivi furono compite le nozze: nè essi più apparvero alla corte del Visconte.

FINE.


NOTE:

[1]. Gl’Inglesi furono i primi ad introdurre in Italia verso la metà del secolo XIV l’uso di condurre la gente a cavallo per lancie. Ogni lancia era composta di tre uomini, cioè del caporale di lancia, che era un cavaliere armato in tutto punto d’armadura pesante; dello scudiere, con elmo, usbergo, gambiere, spada e coltello; e di un paggio o ragazzo armato alla leggiera. Sulle prime chiamavansi barbute o bandiere, ma allora non constavano che del solo caporale e scudiere.

[2]. Vettura di que’ tempi.

[3]. Antica porta di Milano, che esisteva di prospetto all’attuale Castello, a que’ tempi chiamato Castello di Porta Giovia o Zobia.

[4]. Antica prigione presso la chiesa di San Galdino.