Terminati i vespri, un bel giorno di Maggio del 1489, le Monache uscite in frotta dal coro s’andavano disperdendo altre pei portici, altre per i corritoi e pel cortile: solo due di esse presero la volta del giardino e s’avviarono passo passo verso la grotta della Madalena.
Il sole declinato verso ponente splendeva in tutto il fulgore. Al suo raggio si vedevano rosseggiare di sopra al muro la fronte del vicino convento de’ Francescani e in lontananza le torri di Sant’Ambrogio. Tutto il giardino era fiorito e la verzura stessa delle frondi s’aveva alcun che di lucido e d’ameno che armonizzava colle belle tinte del cielo.
Le due Suore procedevano lentamente per l’erboso vialetto l’una a fianco dell’altra. Una era giovane, mesta, pallidissima e teneva dogliosamente inclinato il capo; essa sembrava sostenersi a stento, tanta era l’incertezza colla quale posava il piede; l’altra d’età poco piu matura l’andava dolcemente sorreggendo, e mostrava in volto la pazienza e la bontà di un angelo. Pervenute sotto gli alberi presso la grotta, fece la maggiore d’età assidere l’altra sopra uno de’ massi, le si pose dappresso e disse:
«Qui è fresco e quieto, non è vero Ingelinda?
«Sì, o sorella, l’aria è men calda e tutto mi pare tranquillo — in così dire lasciò cadere una mano in grembo alla compagna, ed alzò il capo traendo un sospiro. La sua faccia, contornata dai lini monacali, de’ quali era forse piu bianca, rappresentava un ovale, che se fosse stato d’alcun po’ meno scemo per estenuatezza, sarebbe apparso perfetto; il naso, la bocca, la fronte potevano appartenere ad una statua greca; aveva sottilissime e nere le sopracciglia, il contorno degli occhi era tale che nessun pittore saprebbe finger meglio, solo la pupilla immobile, appannata, non corrispondeva alla sua rara bellezza... ella era cieca.
«Dove siamo, disse, mia cara Agnese?
«In giardino, nel boschetto, presso la grotta di Santa Maria Madalena.
«Quel bosco e quella grotta che voi mi conduceste a vedere sei anni sono quand’io venni la prima volta a Milano e qui fui colla mia povera madre a ritrovarvi. Ve ne ricordate?
«L’ho presente quel giorno come se fosse oggi stesso.
«Io pure non l’ho mai dimenticato. Era dì di festa; sentii la messa con mia madre nella Chiesa di fuori, in mezzo a gran folla di signori, poscia entrammo qua dentro e fummo accolte con tutta cortesia, e tosto condotte nel parlatorio — Quest’è tua cugina Agnese la figlia dello zio Corrado d’Arona — mi disse mia madre quando voi ci veniste incontro insieme alla Badessa. Io v’abbracciai, voi mi colmaste di carezze e avend’io mostrato desiderio di vedere i luoghi interni del chiostro mi guidaste nelle sale, nelle celle, per tutto ed anche in giardino. Qui coglieste per me molte rose ed altri bei fiori, e mi faceste visitare questa grotta: so che la Santa sta leggendo ed ha vicino a sè un rosario ed un crocifisso.