LECCARDO. E tu mi farai sverginar un legno che non ha fatto peccato ancora.

MARTEBELLONIO. Sei salito sul tetto ché non ti possa giungere: come ti arò in mano, te squarterò come una ricotta.

LECCARDO. E tu sei posto in piazza per aver molte strade da scampare, ché dubbiti che non voglia spolverizzarti la schena.

MARTEBELLONIO. Se m'incappi nelle mani…

LECCARDO. Se mi scappi dalle mani.

MARTEBELLONIO…. ti sbodellerò!

LECCARDO. Tu non sai sbudellar se non borse.

MARTEBELLONIO. Ah, poltronaccio, ti farò conoscer chi son io!

LECCARDO. Ti conosco molto tempo fa, che fosti facchino, aiutante del boia, birro, sensale, ruffiano.

MARTEBELLONIO. Ah, mondo traditore, ciel torchino, stelle nemiche! fai del bravo perché non posso salir su dove sei.