LECCARDO. Non vi erano piccioni altrimenti.
DON FLAMINIO. O che vi fussero o che non vi fussero, poco importa.
LECCARDO. Dico che non vi erano; e dicean che son caldi per natura e che arebbono fatto male al fegato.
DON FLAMINIO. Vorrei che ragionassi del fatto mio.
LECCARDO. E del vostro fatto si ragiona: a voi tocca. Ché si vi fusser stati piccioni, non arei mangiato teste di capretti.
DON FLAMINIO. O Dio, che sorte di crucifiggere è questo! Lassa le baie: di' quel ch'importa.
LECCARDO. Non è cosa che piú importi ad un banchetto che non vi manchi cosa alcuna, anzi sia abbondantissimo di robbe ben apparecchiate e condite e poste a tempo e con ordine a tavola.
DON FLAMINIO. Tu ti trattieni in questo ed io sudo sudor di morte.
LECCARDO. Eccovi il mantello: fatevi vento, rinfrescatevi.
DON FLAMINIO. Sará ancor finito tanto apparecchio?