LECCARDO…. Non mi avete voi detto che non la desiate per moglie? Come il marito scassa la porta la prima volta, ella resta aperta per sempre; e ben sapete che le donne la custodiscono insino a quel punto: poi ci ponno passar quanti vogliono, ché non si conosce né vi si fa danno. Ecco, la goderete e io non sarò il malvenuto.

DON FLAMINIO. Veder la mia Carizia in poter d'altri per un sol ponto, ancorché fusse pur certo possederla per sempre, non mi comportarebbe l'animo di soffrirlo. E con chi è maritata?

LECCARDO. Bisogna che cominci da capo.

DON FLAMINIO. O da capo o da piedi, purché la spedischi tosto.

LECCARDO. Entrando in casa viddi che si facea un grande apparecchio d'un banchetto, e tutto ciò con real magnificenza. Io adocchiai certe testoline di capretto, le rubai e me le mangiai in un tratto; or mi gridano in corpo: Beee beee! Ascoltate? e le vorrei castigare….

DON FLAMINIO. Tu castighi or me, ché i tuoi trattenimenti mi son lanciate nel cuore.

LECCARDO…. Ivi eran mandre di vitelle, some di capponi impastati, monti di cacio parmigiano, il vino uh! a diluvio….

DON FLAMINIO. Vorrei saper con chi è maritata.

LECCARDO. Bisogna vi si dica il tutto per ordine.—… Lascio i pastoni, i pasticci, i galli d'India….

DON FLAMINIO. Piccioni e simili: basta su.