DON IGNAZIO. Per dar fine alle tante volte desiato e non mai conseguito desiderio, tôrla per moglie.
SIMBOLO Avetici molto ben pensato prima?
DON IGNAZIO. E possedendo lei non sarò un terreno iddio?
SIMBOLO Avertite che chi si dispone tôr moglie, camina per la strada del pentimento: pensatici bene.
DON IGNAZIO. Ci ho tanto pensato ch'il pensiero pensando s'è stancato nell'istesso pensiero.
SIMBOLO Che sapete se vostro fratello se ne contenta, o vostro zio che vi vol maritar con una figlia de grandi de Ispagna? Poi, povera e senza dote! Si sdegnará con voi e forsi vi privará di quella parte di ereditá ch'avea designato lasciarvi: perché gli errori che si fanno ne' matrimoni, dove importa l'onor di tutta la famiglia, si tirano gli odii dietro di tutto il parentado e principalmente de' fratelli e de' zii.
DON IGNAZIO. Purché abbia costei per moglie, perda l'amor del fratello, del zio, la robba e ogni cosa, fin alla vita. Che mi curo io di robba? son altro che miserabili beni di fortuna? L'onestá e gli onorati costumi son i fregi dell'anima; ricchezze ne ho tante che bastano per me e per lei. Or non potrebbe essere che, trattenendomi, don Flaminio mi prevenisse e se la togliesse per moglie, ed io poi per disperato m'avesse ad uccidere con le mie mani? Ho cosí deliberato; e le cose deliberate si denno subbito esseguire.
SIMBOLO Ecco don Flaminio vostro fratello.
DON IGNAZIO. Presto presto, scampamo via, ché non mi veggia qui ed entri in sospetto di noi.
SIMBOLO. Andiamo.