SCENA II.
DON FLAMINIO giovane, PANIMBOLO suo cameriero.
DON FLAMINIO. Panimbolo, quando vedesti Leccardo, che ti disse?
PANIMBOLO. Voi altri innamorati volete sentire una risposta mille volte.
DON FLAMINIO. Pur, che ti disse?
PANIMBOLO. Quel che suol dir l'altre volte.
DON FLAMINIO. Non puoi redirmelo? non vòi dar un gusto al tuo padrone?
PANIMBOLO. Cose di vento.
DON FLAMINIO. E udir cose di vento mi piace.
PANIMBOLO. Che Carizia non stava di voglia, che raggionava con la madre, che ci era il padre, che venne la zia, che sopraggionse la fantesca, che come ará l'agio parlará, fará, e cose simili. Ben sapete che è un furfante e che, per esser pasteggiato e pasciuto da voi di buoni bocconi, pasce voi di bugie e di vane speranze.