SCENA II.
LECCARDO, DON FLAMINIO, PANIMBOLO.
LECCARDO. (O Dio, che disgusto darò a don Flaminio recandoli cosí cattive novelle!).
DON FLAMINIO. Leccardo, benvenuto!
LECCARDO. Non son Leccardo né mai fui Leccardo, ché non mai mi toccò leccar a mio modo.
DON FLAMINIO. Sempre sul mangiare!
LECCARDO. Sempre su gli amori!
DON FLAMINIO. Se ti scaldasse quel fuoco che scalda me, diresti altrimenti.
LECCARDO. Io credo che l'amor delle femine scaldi; ma l'amor del vino scalda piú forte assai.
DON FLAMINIO. Che novelle?