LECCARDO. La…, mi vergogno di dire.
CHIARETTA. Se ti vergogni dirmelo di giorno e in piazza, dimmelo all'oscuro in casa.
LECCARDO. Vorrei che mi prestassi la gonna di Carizia.
CHIARETTA. Il malan che Dio ti dia! non vòi altro di questo?
LECCARDO. E che pensavi? qualche cosa trista?
CHIARETTA. Che vuoi farne?
LECCARDO. Vestirla a te. E alcuna di quelle cose che l'ha mandato don Ignazio, o di quelle che portò quel giorno della festa; ché s'ella si vuole sposar dimani, noi ci sposaremo questa notte. Tu sarai Carizia, io don Ignazio.
CHIARETTA. Tu mi burli.
LECCARDO. Se ti burlo, facci Dio che mai gusti vino che mi piaccia!
CHIARETTA. A questo giuramento ti credo. A che ora?