PANIMBOLO. (Oh come i colori della morte escono ed entrano nel suo volto!).
DON IGNAZIO. Si fusse altro che voi, ch'ardisse dirme questo, lo mentirei per la gola.
DON FLAMINIO. Perdonatemi si son forzato passar i termini della modestia con voi, ché quanto ve dico tutto è per l'affezione che vi porto.
PANIMBOLO. (Ah, lingua traditora!).
DON FLAMINIO. Dico che fate malamente, ché per sodisfare ad un vostro momentaneo appetito, e d'una finta bellezza di una donnicciola, non stimate una vergogna che sia per risultar al vostro parentado; ché ben sapete che una picciola macchia nella fama di una donna apporta vituperio e infamia a tutti.
PANIMBOLO. (L'ammonisce per caritá fraterna: che Dio lo benedica!).
DON IGNAZIO. Io per diligente informazione, che per molti giorni n'ho presa da molte onoratissime persone, ne ho inteso tutto il contrario.
DON FLAMINIO. Dovete credere piú a me che a niuno.
DON IGNAZIO. Credo a voi non al fatto.
DON FLAMINIO. Anzi vo' che crediate al fatto istesso non a me.