DON IGNAZIO. Quell'istessa.
DON FLAMINIO. Or veramente le cose non sono com'elle sono, ma come l'estima chi le possiede.
DON IGNAZIO. Che volete dir per questo?
DON FLAMINIO. Che non è tanta l'onestá e il suo merito quanto voi dite.
DON IGNAZIO. Dite cose da non credere.
DON FLAMINIO. Ma piene di veritá. Ma dove nasce in voi tanta meraviglia?
DON IGNAZIO. Anzi io non posso tanto meravigliarmi che basti.
DON FLAMINIO. Avete fatto molto male.
DON IGNAZIO. Si ho fatto bene o male non l'ho da riporre nel vostro giudizio.
DON FLAMINIO. Or non sapete voi ch'ella col far di sé copia ad altri dá da viver alla sua casa, la qual è piú povera di quante ne sono in Salerno e che senza la sua mercanzia non potrebbe sostenersi?