CAPITANO. E tu lapidato da' giovani che rovini.

MANGONE. E se pur il mar ti rifiuta per un cattivo guadagno, un giorno i turchi ne faranno vendetta per me, ché sarai impalato.

CAPITANO. Ed il boia la fará per me, ché sarai arrostito.

MANGONE. Mi pensava aver fatto un gran guadagno, che cotal mercatante fusse venuto ad alloggiare in casa mia: bella mercanzia che hai portata in Napoli!

CAPITANO. Ci ho portata una gran mercanzia di legne; e se le cerchi, te ne darò a buon mercato quante ne cerchi.

MANGONE. Orsú, vieni innanzi al Reggente.

CAPITANO. Tu cerchi briga e n'arai.

MANGONE. Se non vieni di bona voglia, ti strascinarò a forza.

CAPITANO. Dubito che lo strascinato sarai tu.

ISOCO. Io son stato tacito insino adesso, stimando che la tua importunitá avesse pur a far qualche fine; ma veggio che sei soverchiamente temerario, e dubito che non facci temerario ancor me. Ma forse non v'intendete l'un l'altro.