PIRINO. Che onzione?

FORCA. Medolle di ossa di bue cotte in certi pasticci, grasso di caponi in suppa, e la domenica mattina a digiuno li ongerò la gola.

PIRINO. Questi grassi lo faranno vomitar piú tosto quanto saprá di noi.

FORCA. Anzi è contro il vomito, e l'ho esperimentata con voi piú volte.

PIRINO. Fa' come vuoi, non ti vo' contrariare in questo; dimmi, che hai disegnato di fare?

FORCA. Ascolta: io so far una polvere di carboni che, meschiata con olio e ongendone la faccia, la fará nera come un schiavo, d'un nero assai naturale.

PIRINO. A che servono i carboni?

FORCA. In simili carboni sta tutto l'inganno e la furberia: questi trarranno i danari di man di vostro padre, inganneranno Mangone e vi faranno posseder Melitea. Questa polvere la buona memoria di mio padre usava spesso ne' suoi ladroneggi, con questa scappò mille volte da prigionia, dalla galea e dalla forca—ché era la piú reverenda persona del mondo;—io che camino per le paterne vestigia, imitator della sua virtú, me ne sono servito in molti casi importantissimi.

PIRINO. Che abbiamo a far con la polvere?

FORCA. Con quella polvere ti ungerò le mani e la faccia, che parerai un schiavo naturalissimo.