PIRINO. Dio ti salvi, reina di tutte le belle.
MELITEA. Io regina? io bella? O con quanta piú ragione mi aresti chiamata la piú miserabile di quante vivono.
PIRINO. Mi comandate che balli un ballo e vi canti una canzona?
Rispondetemi.
MELITEA. Il dolore è cosí impadronito di me, che sto con l'animo tanto lontano da me quanto ti son vicina col corpo.
PIRINO.
Deh! mirami, signora mia, ascolta la mia canzona. Perch'è d'altri mia persona, che pensiate voi che sia? Siam, siam per via, guallá!
Ditemi, signora, vi piace il mio ballo e la mia canzona?
MELITEA. Mirami in fronte, leggi nel soprascritto: come può capir alcuna consolazione nell'anima mia?
PIRINO. Conosco, signora, da certi segni del volto che sète molto tribulata d'amore.
MELITEA. Poco è conoscer questo, ché l'ardentissimo foco, quasi un lampo, lo porto impresso nel volto.