DOTTORE. Panfago, dove vai?
PANFAGO. Se non vi rovino tutti, …
DOTTORE. Che cosa hai?
PANFAGO. … cadano i cieli, se abissi la terra …
DOTTORE. Di chi ti rammarichi?
PANFAGO. … e si sconquassi il mondo!
DOTTORE. Panfago, tu smanii; certo tu devi arrabbiar della fame.
PANFAGO. Oh sète qui, dottore! la rabbia m'avea offuscata la vista d'un torto che vi è stato fatto: e se l'avessi potuto vendicar io senza la vostra saputa, l'arrei fatto assai volentieri; ma non potendo, vengo sforzato a dirvelo: è cosa che proprio non la posso digerire.
DOTTORE. Io dubito che tu abbi digesto d'avanzo, e che essendoti stato promesso da desinare e venutoti meno, tu ti muoia della fame.
PANFAGO. Ma vorrei che stimassi che le parole mie nascano da vero amore e da zelo del vostro onore, non da qualche mio interesse.