PIRINO. (Forca, ascolta bene).
FORCA. (Il vostro dir: «ascolta», non mi fa ascoltar bene: tacete voi e ascoltate).
MANGONE. Guardatevi da loro come dalle serpi! Quando entrano nella strada, non gli levar gli occhi da dosso: se caminano e tu camina, se si fermano e tu ti ferma. Volgi gli occhi dove si volgono, e mira dove mirano: se s'accostano alla casa, sgombra, fuggi, chiudi le porte, serra le fenestre, puntella dietro, tura i buchi, sbalestra gli occhi per ogni cantone, poni tutti gli occhi della casa in agguato: ché di niuno ho tanta paura quanto di loro. Conosco che ne sta innamorato e non ha danari; e non potendola avere con legittimi modi, ordisce furbarie, tenta ogni via, ardisce ogni impresa, non teme rischio o periglio, sta esso in travagli e dá travaglio agli altri: però sta' in cervello, ché per ogni scappata te la rapisce. Ha quel suo Forca che, se ben spende l'autoritá sua per quel che vale, prosume saper piú di tutti i tristi del mondo.
FORCA. (Fa' quanto sai, ché ti ingannerò).
MANGONE. In somma, guárdati, perché ho molti inimici.
FORCA. (Perché sei solo amico di te stesso).
FILACE. Morendo smorberá il mondo.
MANGONE. Però vive, ché l'inferno l'abborrisce. Ma faccia quanto può, differirla può ben, ma non fuggir la forca che gli sta apparecchiata.
FORCA. (Ed a te il fuoco).
MANGONE. O come campeggiarebbe bene una forca in mezo due forche!