MANGONE. Oimè, che m'hai ucciso!
FILACE. Come ucciso?
MANGONE. Parli pietre, me n'hai dato una in testa che m'ave ucciso. E per dove potria esser scampata?
FILACE. Io non mi son mosso oggi di casa né fuor dell'uscio; e se non ha poste l'ali e scampata per le fenestre, non ha potuto scampar altronde.
DOTTORE. Che dici ora? non parli?
MANGONE. No, né può uscir fiato dalla gola: Forca m'ha strangolato.
DOTTORE. Che ti dissi io?
MANGONE. E mi fa peggio ch'egli m'abbi ingannato, ch'ogni altro forastiero. O Forca, ti veggia alzato in mezzo due forche che arrivino insin al cielo! o che Dio ti dia la mala ventura!
DOTTORE. Tu l'hai avuta giá. Ma perché non cominci il lamento sopra i cinquecento ducati? Il lamento fallo sopra di te: che tu l'hai perduti, che colpa n'ho io?
MANGONE. Son piú misero di quanti uomini sono stati o saranno o sono.
O tristo me!