MANGONE. Dubitate forse che Pirino e Forca non me l'abbino tolta?
DOTTORE. Non lo dubito, ma lo tengo per certo: perché intendo che da
Pirino e da Forca ti sia stata sbalzata di casa.
MANGONE. Saranno eglino prima sbalzati da una forca.
DOTTORE. Di grazia, toglimi da tale ambascia, ché mi bolle nel cor un strano desiderio di vederla.
MANGONE. Volentieri. O Filace, o Filace!
FILACE. Che volete?
MANGONE. Che cali giú Melitea, ché la vuole veder il dottore.
FILACE. Vado.
MANGONE. Filace è un gran custode, molto astuto e sospettoso, e teme insin delle mosche. Poi, gabbar me? son un tristo e son ruffiano—bastavi questo,—e son il maggior ruffiano di tutto il ruffianesmo.
FILACE. Mangone, la camera è aperta e dentro non v'è alcuno.