MANGONE. Prego Iddio che gli facci mal pro.
PANFAGO. A te porta il presente, Filace.
MANGONE. Ponnosi veder le piú belle provature, formaggi, bottarghe e barilotti di malvagía?
PANFAGO. Diteli che le provi un poco.
DOTTORE. Di grazia, provatene alcune.
MANGONE. Odorerò il vino. O gaglioffo traditore! il barilotto è pieno di piscio, le bottarghe sono di mattoni, il formaggio di pietra e le provature vessiche piene di sporchezza! O Dio, non gli bastava l'ingiuria, se non giongeva ingiurie ad ingiurie!
DOTTORE. Con tutt'i mei guai pur mi vengon le risa. Fa' cercar meglio per la casa se forse Melitea si fusse nascosta.
MANGONE. Camina su, bestiaccia; non lasciar luogo da cercare. Ma che dispiacer feci mai a quel raguseo, ché mi avessi a trattar cosí male?
DOTTORE. Deve essere amico di Pirino e di Forca, e per far piacere a loro è stato ministro del tuo danno.
MANGONE. Or che mi ricordo, avea una ciera di furfantaccio, d'un malandrino, d'un ladrone, e rassomigliava tutto a costui.