PANFAGO. Menti per la gola, ch'io non ho ciera di malandrino.

MANGONE. Possa morir di mala morte, se tutto non rassomigliava a te!

PANFAGO. Mio padre fu raguseo, e in Raguggia ho un fratello che tutto rassomiglia a me. Io non ce ho colpa né in fatti né in parole.

MANGONE. O Dio, che mi giova di essere uomo da bene, se la disgrazia mi persegue e altri invidiano il mio guadagno? Se vi dovesse spendere tutta la mia robba, io il porrò in mano del boia.

SCENA IV.

FILACE, DOTTORE, MANGONE, PANFAGO, MUTO.

FILACE. Padrone, ho ritrovato costui nascosto con le vesti di Melitea.

MANGONE. Ecco qui il ladro, ecco qui l'assassino, che ancor tiene adosso le vesti di Melitea.

DOTTORE. Mangone, da costui si potrá sapere il fondamento del fatto.

MANGONE. Vien qui, traditore; onde hai tolte le vesti, ove è colei a cui le togliesti?