DULONE. Quanto piú cercherete peggio troverete: ché quel Cintio, che voi stimate cosí buon amico, è…; basta.

ERASTO. Che vuol dire quel «basta»? che dici balbottando? che ti riservi fra la lingua?

DULONE. M'ha ciera di un traforello, di un traditorello.

ERASTO. Ma che piú bella ciera si potrebbe veder di quella sua? come sotto quel color di latte e rose può covar tradimento? come è possibile che quel che dentro si covasse non apparisse di fuori?

DULONE. Io non so perché tanta affezione.

ERASTO. Mi ama, mi onora, mi serve con ogni affetto e ne ricevo continui benefici, che è la maggior catena che attacchi la benevolenza.

DULONE. V'ama e vi serve con amor simulato e con nemicizia coperta, con desegni.

ERASTO. Che utile ne può sperar egli da me?

DULONE. Che so io?

ERASTO. Parla, col tuo malanno!