ERASTO. Se non poni mano alla spada, te la darò in testa con tutto il fodero.
CAPITANO. Ahi, fortuna traditora, perché non ho meco la «gastigamatti» o lo spadone a due mani? ché lo farei pentir del tanto ardire: e giá mi brillano le mani. Ma perché vuoi far tu meco questioni?
ERASTO. Accioché non passi piú per questa strada.
CAPITANO. La strada è mia e ci posso passar quanto voglio.
ERASTO. Come tua?
CAPITANO. A me sta ammazzar tutti gli uomini che ci stanno e farla mia. Ma perché non vuoi tu che ci passi?
ERASTO. Accioché non miri in quelle finestre.
CAPITANO. In quelle finestre sta Amasia mia moglie.
ERASTO. Come tua moglie?
CAPITANO. È mia e vo' che sia mia.