SANTINA. Fate che quel gatto rosso si castri, e se non potete, strangolatelo e buttatelo in un cesso, come merita; che non vo' che vada su per i coppi de' vicini.
GERASTO. (Oimè, che tristo augurio è questo? non lo potea sentir da peggior bocca!).
SANTINA. Nepita, Nepita!
NEPITA. Signora.
SANTINA. Vien qui. (Io non mi parto di casa mai ch'io non lasci Fioretta serrata in camera con mia figlia col chiavistello, accioché, venendo mio marito in casa e non vi essendo io, non mi facesse qualche burla).
NEPITA. (La gelosia ha posto cento diavoli adosso a questa vecchia: mi chiama la notte e il giorno mille volte per saper Fioretta dove sia).
SANTINA. Come hai tardato tanto?
NEPITA. Avea il pistone in mano, l'ho forbito e riposto.
SANTINA. Dove è Fioretta?
NEPITA. In camera con Cleria.