SANTINA. Tu non sai chi dico io, eh?
GERASTO. Ben fu grande la mia sventura aver te per moglie! che seccaggine, che febre, che inferno è questo? Che sia maladetto colui…, non lo voglio dire.
SANTINA. Che si fiacchi il collo chi fu il primo a farne parola!
GERASTO. Che fussi piú tosto morto che incorso in simil sciagura!
SANTINA. Non è stata né sará mai la piú infelice femina di me per esser maritata a tal uomo! Mira a chi ho data cosí bella dote e cosí grande intrata…
GERASTO. Tanto grande che la metá mi soverchieria; me ci affogo dentro.
SANTINA…. e bella e profumata,…
GERASTO. Puzzulente piú d'una carogna.
SANTINA…. senza quello che vi vien dietro, ché me l'hai guasto e consumato.
GERASTO. Menti per la gola! parla piú chiaro, bestia!