NARTICOFORO. Non certo: alla Rotonda, sí.

ESSANDRO. Cosí prometti, fa' che l'attendi, se non…, misero te! (Io mi tratterrò da qui intorno per far un'altra bravata a Gerasto che, cosí vestito da maschio, non será per conoscermi).

SCENA XII.

SPEZIALE, PANURGO, MORFEO.

SPEZIALE. (Veggio un uomo innanzi la porta di Gerasto). Gentiluomo, qui m'invia Gerasto medico, che facci un serviggiale ad un forastiero ammalato. Se sète di casa, mi sapreste insegnar dove abbiti?

PANURGO. Entra in questa camera terrena, presso la scala, che lo troverai giacente infermo. Di grazia, disponetelo prima con belle parole, poi fate l'ufficio vostro.

SPEZIALE. Volentieri. Non mi darete voi due legna, che possa riscaldar questo pignatino?

PANURGO. Fratello, noi siamo forastieri, legne non ne abbiamo; fate il meglio che si può.

SPEZIALE. Cosí farassi.

PANURGO. (Come fui sciocco questa mattina non rispondere alcuna cosa a questo fatto; ché difficil cosa mi pare che Morfeo si conduca a farselo. Egli è tristo a tutta passata, e dubito non facci delle sue e ruini il negozio).